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Salario o reddito?

Collana I libri di Pressenza

Salario o reddito?

Il conflitto nella società del lavoro senza fine

A cura di Antonio Casano , Antonio Minaldi e Sergio Riggio

Il volume smaschera il mito della romanticizzazione del lavoro, rivelandolo come una "trappola capitalista" che impone il sacrificio in nome della passione. Di fronte a una società postindustriale in cui l'automazione e l'Intelligenza Artificiale stanno progressivamente cancellando il lavoro salariato, l'opera lancia un'esortazione radicale: riappropriarsi del proprio tempo e del proprio corpo per tornare a godere della vita. In questo scenario di conflitto tra capitale e lavoro, la vera chiave di volta diventa il Reddito di base universalmente e incondizionatamente erogato. Non una misura assistenziale, ma un diritto inalienabile di ogni individuo a partecipare alla ricchezza prodotta dalla cooperazione sociale, indispensabile per liberarsi dai ritmi di uno sfruttamento ingiusto.

Postfazione di Andrea Fumagalli

18,00 € · Formato Cartaceo

Quarta di copertina

In noi l’idea di dover trasformare il lavoro in una passione è così radicata da farci illudere che sia giusto sacrificarsi; del resto, chi non fa sacrifici per amore? Non dovremmo, però, dimenticare che la romanticizzazione del lavoro  – nata a partire dal lavoro non retribuito delle casalinghe –  è “una trappola capitalista” e che, soprattutto, il lavoro non ricambia il nostro amore. Quanto precede è l’anima e il cuore di questo volume, una esortazione alla riappropriazione degli spazi del nostro piacere, ed è per questo che abbiamo il dovere di criticare radicalmente il lavoro. Dobbiamo mettere in discussione quelle attività lavorative che sono innestate su ritmi, tempi e paghe ingiuste, e lottare per un cambiamento reale. Perché solo chi non lavora fa l’amore: soltanto chi è disposto a fermarsi, ad alzare la mano e a metterci il corpo può, finalmente, tornare a godere.   

Con la concrezione della società postindustriale, il processo d’automazione ha innescato una tendenza inarrestabile alla sostituzione della forma salariata del lavoro, andando  ben oltre il perimetro della fabbrica, travolgendo anche la gran massa delle attività intangibili, inesorabilmente destinata quest’ultima ad essere sostituita in modo sempre più pervasivo dall’Intelligenza artificiale. Ecco perché la questione del Reddito di base diventa la linea di demarcazione sull’analisi del conflitto capitale/lavoro. Essa non lascia spazio a surrogati o ipotesi strumentali, da cui – anzi  – è necessario sgombrare definitivamente il campo. Quello che più spesso appare fuorviante è il voler dare un’interpretazione molto elastica e incoerente dei due attributi di universalità e incondizionalità che sono, invece, ciò che esattamente definisce la natura e il significato del Reddito di base. Ciò che è veramente dirimente per capire i termini del problema è avere ben chiaro che l’erogazione di un reddito - uguale per tutti - deve essere considerata come espressione del diritto di ciascun individuo a partecipare alla distribuzione della ricchezza prodotta da quella cooperazione sociale, di cui tutti siamo parte, seppure con modalità e ruoli diversi.

Autori del libro

Dettagli

Dettagli edizione

ISBN
9791282553155
Anno di stampa
2026
Formato
Cartaceo
Prezzo di copertina
18,00 €
Licenza
Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale (BY-SA)

Dettagli grafica

Pagine
182
Grafica di copertina
Daniela Annetta
Impaginazione
Publistampa
Dimensioni
15x21 cm

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